Esercizi di scomposizione del reale: la statua.

stàtua s. f. [dal lat. statua, der. di statuĕre «collocare, innalzare»]. – Opera di scultura, a tutto rilievo (o, come anche si dice, a tutto tondo), che rappresenta una figura umana o animale, oppure un’idea o un concetto astratti raffigurati in forma umana o animale […]

Vocabolario Treccani

Una statua è un pezzo di arredo urbano. Ci cacano sopra gli uccelli. Il Comune la pulisce. Operai abbigliati da sterminatori atomici spruzzano soluzioni chimiche sulla sua superficie. Essa resiste. La gente ci passa davanti, diventa parte del territorio e del paesaggio. Eppure, quella volta, che non se la ricorda più nessuno [a stento i vecchi sindaci], c’era stata una cerimonia, della gente intorno, foto scattate, un pezzo di panno a coprire e poi disvelare. Ma passa il tempo –– il tempo degli uomini e delle civiltà –– e finisce comunque che nessuno ci fa più caso, alla statua. La Città depose, gli uccelli pure.

Una statua è l’opera di un artista, bella o brutta, bravo e per nulla bravo. È frutto dell’ingegno altrui. Noi umanità di adesso siamo democratici, siamo egalitari e rispettosi delle opere e delle idee altrui; anzi, noi umanità di adesso difendiamo a spada tratta la libertà d’espressione, anche di quelli che artisti non sono e da dire nulla hanno. Noi umanità di adesso ci esprimiamo, e la maggior parte delle volte nessuno ci trova niente di male, spesso per educazione, altrettanto spesso perché la spirale del silenzio di Elisabeth Noelle-Neumann ci ha risucchiati.

Una statua rappresenta la figura di un uomo, o di un animale, o di un uomo su un animale o di uomini intorno a un cannone o di uomini che annegano mentre i semidei flirtano con loro.

Una statua è un bene, viene valutata economicamente, entra nel commercio delle cose [una statua è una cosa, in effetti, ma è anche un bene], qualcuno ne esercita il possesso, è di qualcuno la proprietà. Ha valore commerciale. Una statua ha un valore.

Una statua è un simbolo. È un oggetto che rappresenta un soggetto e si fa mezzo di un messaggio. Il messaggio lo sceglie l’amministrazione degli uomini, che è cosa politica, che è cosa partitica, che è cosa ideologica, che è cosa simbolica.

Una statua sono io. Quando penso a quello che sono e mi fermo a riflettere su quello che ho fatto.

Una statua sei tu, quando dormi; e io ti guardo e ti penso e rifletto su quello che sei e su quello che fai e chi è senza peccato, addì quindici giugno duemilaventi, oggi ponga pure la prima pietra, domani è un altro giorno.

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