VINCENT CASSEL: «DOPPIATORI ITALIANI SONO UNA MAFIA». MA IL CLAN DEI MARSIGLIESI GLI RISPONDE: «IN ITALIA IL DOPPIAGGIO È COSA NOSTRA»

È una dura dichiarazione quella di Vincent Cassel ai microfoni di Hollywood Party su Radiotre in occasione del lancio del film Un momento di follia di Jean-Francois Richet.

«In Italia non si riesce a vedere un film in lingua originale, perché i doppiatori qui sono una mafia. Non capisco perché hanno tutto questo potere. Il doppiaggio è una cosa che esiste anche in Francia, ma i doppiatori non hanno lo stesso potere. Quando c’è un loro sciopero il cinema non si ferma».

Non si fa attendere però la dura reazione del Clan dei Marsigliesi attraverso le parole del suo portavoce Jean-Robert Borghetti e del suo traduttore simultaneo Pino Insegno: «Cassel sbaglia di grosso a mettere nella stessa frase i doppiatori italiani e la mafia. Lo sanno tutti che il racket del doppiaggio in Italia lo gestiamo noi. Lui è un attore? E allora l’attore deve fare. Mi era anche piaciuto ne L’Odio, ma questa volta ha pisciato sull’albero sbagliato, il buon Vincent. Sappiamo dove abita. Gli manderemo un mazzo di fiori in lingua originale».

Borghetti nella sua dichiarazione ha anche accennato a un tentativo di Vincent Cassel di ottenere un po’ di visibilità per l’uscita del film Un momento di follia, e ha aggiunto: «È solo chiacchiere e distintivo».

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