L’apoteosi nucleare di Steve Stevie Steve Stephens

Io sono la mia vita, io sono la mia vita, io sono la mia vita –– sono l’atomo che reagendo all’anonimato fa esplodere l’universo, morto io, morti tutti: sono l’uomo che si ipercomunica, quattro nomi quasi identici per ribadire chi sono, un niente perfetto come moltissimi altri niente ma ben quattro volte niente, sono Steve Stevie Steve Stephens, la cosa moltiplicato quattro, il fidanzato ferito, l’uomo della diretta Facebook, l’uomo che ammazza l’altro uomo scelto a caso per strada, l’uomo al telefono e in diretta contemporaneamente, doppiamente comunicato, ciclicamente triplicato, moltiplicato mille, poi un milione di mille, poi un miliardo di mille, la mia essenza si è scomposta in pixel, atomi atomici si sono sparsi per tutta la rete, sono apparso ovunque e i miei pezzi ovunque sono sparsi, sono diventato il rumore bianco della tv, sono UHF e VHF e AM e FM e sinusoide e onda quadra e onda sega e sono una saga, un trittico, un’intera serie girata con una sola mano, amore morte fatalità redenzione disgrazia e apocalisse, la mia essenza è assurta a quella del neuromante, sono intelligenza naturale e poi artificio, essenza intelligente d’artificio e arrestabile in vita e inarrestabile in morte, ora e per sempre, nei secoli dei secoli, continuo a dire la mia canzone, bello, e la mia canzone fa Dawg, just call, just call, just call Jason or Gary and look at it, man, I can’t talk to you right now, I fucked up, man, e la mia canzone tutti la conosceranno e la canteranno all’infinito così come già l’hanno cantata, ho spaccato su FB, ho spaccato su Youtube, spacco su Twitter e spacco in tv, e continuerò a dire la mia canzone da qui a sempre, finché morte non vi separi, e per l’eternità imprigionato nel mio incubo d’amore continuerò a pronunciare il nome di lei, ‘cause her name was Joy Lane –– la lunga strada per la gioia è il dolore, my dawg, la lunga strada per l’amore si chiama dolore, my dawg, ma ho nelle vene la strada scorciata dell’ipercomunicazione, bello ––, e allora e ancora e per sempre What I am going to do is, uh… because she works here at Murtis Taylor, dice la mia canzone, this is over at 105 and I am going to try to kill as many as people as I can over here, e ancora You know, my dawg, so uh… fuck Murtis Taylor and fuck Joy Lane, e chiamerò il mio testimone, e a lui chiederò il suo fatale like, and found me somebody about to kill, dice la mia canzone, I’m going kill this guy right here, Ya –– oh shit about to –– e poi ancora il mio canto canta Ait, could you do me a favor? e l’uomo lo guarda, e l’uomo non capisce e lui e la sua busta bianca di plastica ciabattano via e poi sorride e poi sta zitto e poi la pistola lo inquadra e poi il cellulare lo punta e Can you say Joy Lane?, oh dawg, oh my friend, oh my friend, Can you say Joy Lane?, vuoi cantare la mia canzone con me, vecchio uomo?, Can you fuckin’ say Joy Lane?, vuoi percorrere la via della gioia insieme a me e ora e per sempre e nei secoli dei secoli? –– e vuoi, e sì? –– vuoi, e no, old man? –––––––

E quindi l’uomo disse la parola e la parola era JoyLane e la parola si trasfigurò in atto e poi divenne corsa e poi una fuga contro il paradiso e poi la strada diretta per l’altromondo, corsia preferenziale per la fama mai richiesta –– e l’attimo si tramutò in atomo e tutto esplose –––––

«Can you say Joy Lane?» –– Pistola, smartphone, busta di plastica, berretto, anziano, una campagna recintata –––––

«Can you say Joy Lane?» –– la mia canzone, il mio videoclip, la mia serie, la mia saga, il tutto di tutto questo sono io e io e io e io e solo e per sempre io, perché io sono l’atomo che implode e io sono il tempo che si accartoccia –––––

«Yeah… she’s the reason why this is about to happen to you» ––––– Lampo bianco –––

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