Fermi tutti! Questa è una latrina!

Fondamentale (anche per i non-fondamentalisti) e a tratti commovente (i commoventisti, dice, cercano sempre l’occasione buona per) che la massa webbotica si appropri dell’immagine dell’assassino di Ankara e tenti di distruggerla scomponendola e privandola del suo senso tragico attraverso l’ironia, la burla, lo scherno, il cazzeggio e allora tutti quanti, attratti dalla bellezza estetica (e statica) dell’atto (catturato dal fotografo plasticamente, si direbbe quasi plasmato) tutti quanti appunto interveniamo fulmineamente tempestivamente e allora via con le danze e i soliti memizzatori di professione neanche si sfiora il minuto e sfornano le belle fotine commentate e molti tanti screenshottano intelligentemente e altri replicano argutamente e invece poi qualcuno toh s’è improvvisato memizzatore imitatore o non-memizzatore mimetizzato e per questo giro di danze addirittura gli illustri professori dicono fermi tutti quello somiglia a quel Robert Longo lì e invece no fermi tutti questo è Nick Cave e no fermi tutti sono i reservoir dogs tarantiniani e fermi tutti questa è una morte anzi no è Hitman anzi no è Mr Mayhem e allora volano le citazioni colte e come sempre si mischiano al cane Poochie e ai sandalini Lelli Kelly e poi il contesto della galleria d’arte in effetti aiuta molto a far camminare il cervello di tutti e c’è anche l’oscuro simbolismo legato al richiamo alla performance (il gesto d’arte che uccide il momento –– fermi tutti, questo è un momento–––!) e tante tante altre belle cose e quindi allora rapito dall’osservazione di questi eventi e osservando i tutti tanti osservatori uno poi finisce che improvvisamente si domandi se mai questo enorme sistema ironico informativo automatizzato (seppur per breve tempo ancora alimentato da flebili energie umane) potrebbe fare lo stesso con il tir berlinese che quasi contemporaneamente falciava addobbi di natale e bambini e cani e più genericamente gente comune e senza quel preciso disegno politico romanzesco così fortemente evocativo (assassinare un ambasciatore durante un evento mondano und artistico con tanto di tartine che volano in formazione e i flute ricolmi sui vassoi e sotto i vassoi le pistole accucciate al caldo dei bianchi tovaglioli, distese e nascoste e pronte ad abbaiare e presumibilmente tutti i camerieri in livrea sono dei killer camuffati appunto da camerieri in livrea camuffati da killer e nessuno si aspettava un terrorista e fermi tutti questo è un vernissage–––!) e dunque completamente privo dell’exploit così smaccatamente focalizzato su uno stile ben preciso e studiato (il completo, le pose, le mosse) come quello dello sparatore rocker in Turchia e poi sempre uno, uno e indivisibile, si chiede se mai illuèb sarebbe in grado di sfornare questa feroce risata pure per questo nero camion che (tra)passa sulle famiglie che fanno lo shopping di natale e quindi pensa no che no, uno pensa, sarebbe difficile, sarebbe impossibile, no no no, da quella stessa macchina webbotica che produce i nostri quintali di meme quotidiani una risata di questo genere verrebbe immediatamente tacciata di essere una risata MALE (fermi tutti, questo è un MALE–––!), e fuori luogo e fuori tempo (“il tempo giusto sarebbe il mai!!1!!1!”), eppure, eppur, eppure si muove (il tir, il proiettile, le mani sulla tastiera, le teste dei meme e nei meme e sui meme), ed eppur si muore (in generale, sì, e spesso, ma con gli attentati terroristici si muore in maniera più spettacolare e generalista) e quindi fermi tutti, tutti fermi, ché questa è una latrina, è una dottrina, è una rapina, una tartina, una mattina, che mi son svegliato, and one two three four –– Terrore.

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