Consigli per il 2017: leggiamo come dei veri assassini

Consigli di lettura per il 2017?, non lasciamoci ingannare dalla solita critica letteraria e da chi, con chissà quali assurde pretese di fare cultura, ci indica i soliti quattro titoli che vanno di moda solo perché lo ha stabilito un potentato della stiticissima editoria italiana o quell’esperto lì che non ne sbaglia una, e smettiamola di seguire le seppur autorevolissime classifiche di Vanity Fair, Amica, Grazia, Gioia e Donna Moderna, veri originali reali realissimi maître à penser d’Italia, loro vogliono solo venderci dei prodotti commerciali, compagni! («Hasta el capitalismo siempre!», gridan los asesinos que mataron a Fidel en el Viernes Negro) oppure, nel migliore dei casi (il miglior caso dell’esperto riconosciuto esperto anche dagli esperti) questi signori e giovanotti vogliono solo dirci Eccomi qua, gente, eccomi qua che esisto ed eccomi qua che sono, eccomi qui proprio qui mentre esisto e qui proprio qui mentre sono (seppure dentro lo stretto spazio della mia webcam, laptop, smartphone), perché io leggo (Perché Io Valgo –– come supporto antropomorfo per cosmetici, ma valgo), e io sono qualcuno, e vi prego, io-guardatemi, io-senza-mani, io-mamma-guardami, io-eccomi-qui che leggo e io-che-ho-una-libreria piena di io-libri, io e la mia vita che sono i libri e io che i libri sono la mia vita, perché eccomi qui che io-sto-leggendo e i libri sono molto io-importanti e le io-parole pure, hai capito, io-mamma?, io-guardami!, io-eccomi qui che io-leggo mentre io-leggo e cerco io-me-stesso nelle copertine dei libri e comunico io-me-stesso fotografando i miei io-libri e io-parlandone pure––– No, ragazzi, non ci siamo, lasciamo perdere in coro questi suggerimenti, liberiamoci, alleggeriamoci, un enorme peto e via da questi primi e ultimi fuochi adolescenziali, volare!, via!, aria!, ecco!, fuggire!, fidatevi, proprio non è cosa, andiamo oltre e dimentichiamo tutto ciò e facciamoci dunque invece consigliare da veri esperti di vita, veri maestri à-mourir e non à-penser (chissenefrég del pensér, che quando che poi nù duvém murìr?), esseri che di professione fanno tutt’altro che leggere e parlare di letture (eccheduecoglioni, ragazzi!), gente che per trovare una posizione nel mondo non ha certo bisogno di nascondersi dentro le librerie e i loro bei frattali spaziotemporali, due signori insomma che di diritto possono consigliarci come ci si svaga dallo stress della vita di tutti i giorni imbracciando un buon libro (la loro vita è un concentrato di stress da vita stressante), e sono loro, eccoveli, ve li presento velì: il dottor Leonardo Cazzaniga, inventore del famoso “protocollo Cazzaniga”, assassino reo confesso e occasionalmente amante di un’infermiera sua complice di nome Laura Taroni; Marcello Pesce, boss della ‘ndrangheta, latitante di lungo corso, detto Marcello ‘U Ballerinu, nomignolo soave che descrive la leggiadria che il soggetto applica negli spostamenti da un mondo all’altro, e qui lo vediamo mentre volteggia per i locali e saluta tutti seguito dalla steadycam durante piani sequenza scorsesiani, e qui lo seguiamo mentre sdraiato sul lettino accarezza la kultura col pollice umettato e gira le pagine de La Recherche, e qui fa una visitina alle discariche, e poi certo cara oggi ho gli omicidi da sbrigare, qualche intimidazione e un paio di autobombe ma passo io a prendere il pane, non ti preoccupare, e poi ci sono i tornei di calcetto, lo sai, che ci vuoi fare, e poi anche quelli di calci in culo ai commercianti che non pagano, e ovviamente eccolo adesso spuntare con un tombé in uno dei nascondigli della sua lunga latitanza e sparire dal suddetto con trois pirouettes verso un’altra meta, e qui a me porca troia adesso mi tocca mettere un punto e analizzare velocemente le letture del dottor Morte e di questo apprezzatissimo Marcello aka The Dancer (Dance!Dance!Dance! Bang!Bang!Bang!, più Scorsese di così si muore e si crepa davvero) –– e anzi metto un due punti così la faccio sempre franca e in definitiva la faccio come la dico io (proprio come uno di quelli del guarda-mamma-io-senza-mani-con-gli-io-occhi-chiusi-e-i-due-punti-invece-del-punto):

E dunque, ecco i preziosi consigli:

Leonardo Cazzaniga, sessanta anni, anestesista, ci consiglia di leggere i Tragici Greci, nella neppure così prestigiosa edizione Newton Compton di qualche tempo fa –– «3500 lire quattro volumi», recita il dorso del malloppo per invogliare lo sbadigliante astante al mercatino dell’usato; qui comunque vi delizierete con i padri della tragedia greca, Eschilo il maestro del popolo, Sofocle il character-centric addicted, Euripide il critico, ideali per i vostri momenti di relax dopo aver praticato eutanasia non richiesta a destra e manca e aver giocato al deus ex machina con amici, parenti, colleghi e rivali in amore;

Marcello Pesce invece, cinquantadue anni, di professione boss della ‘ndrangheta latitante, ci propone un catalogo esteso, ed è assai ricca la sua collezione di suggerimenti, complice certamente il suo carattere esuberante e multisfaccettato, e allora urge un elenco dell’elenco: spiccano tra i suoi suggerimenti I Meridiani di Alla Ricerca del Tempo Perduto, l’Opera di Marcel Proust; Roberto Bolaño con I Detective Selvaggi; un raffinatissimo e introvabile Jean Paul Sarte de L’Età della Ragione; Gabriel García Márquez con La Mala Ora (forse scambiato per La Mala Ordina, capolavoro del 1972 di Fernando Di Leo, con un imperdibile Mario Adorf e un indimenticato Henry Silva); la coppia di racconti del 1911 di Robert Musil raccolti nel libro Incontri; Il Duello di Anton Cechov presumibilmente insieme alle altre novelle che di solito si accompagnano allegramente sotto questo titolo; Il Conte di Cagliostro di Aleksey Tolstoj pubblicato da Sellerio (che mi ha davvero fatto sanguinare, perché nelle velocissime riprese effettuate dalla Polizia di Stato il maledetto romanzo se ne stava nascosto sotto la copia aperta dei racconti di Checov); e infine un altro libretto su cui non ho avuto alcuna voglia di investigare dopo le fatiche dedicate alla coppia maledetta Cagliostro & Tolstoj –– e quindi potete pure chiedere personalmente a Marcello Pesce, se vi va, e chiedetegli di che diavolo di libro si tratta, e poi, anzi, fatemi il favore, una volta scoperto il titolo, una volta che l’avrete acquistato, letto e pure tanto apprezzato, vi prego, per carità, non fate come me e come tutti gli altri in questo periodo dell’anno –– tenetevelo per voi.

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